In Inghilterra il tè entrò ufficialmente a Londra per la prima volta nel 1658. il primo a promuovere questo prodotto fu Thomas Garraway, il quale lo vendeva all’asta nel suo negozio sito nel cuore della City londinese. Le sorti del tè in Gran Bretagna ebbero una svolta positiva quando Carlo II sposò Caterina di Braganza, grande bevitrice di tè, la quale portò con se come parte della sua dote una cassa di tè cinese. La regina cominciò a servirlo ai suoi amici aristocratici a corte e la fama di questa bevanda si sparse, invogliando molti ad assaggiarla. All’inizio rimase una bevanda ad esclusiva degli aristocratici a causa del suo elevato costo. Nel 1706, Thomas Twining, fondatore dell’omonima ditta produttrice di tè, aprì la sua Tom’s Coffee House appena oltre le mura cittadine. Il locale era aperto anche alle donne. L’elevato costo del tè era dovuto ad una pesante tassa voluta da Carlo II che gravava su diverse merci (tè, caffè, cioccolato), nel 1689 il più economico costava 7 scellini (56 centesimi) a libra (), l’equivalente di circa una settimana di paga per un operaio medio. La domanda continuava comunque a crescere e, per aumentare i profitti e le limitate scorte, prese piede l’adulterazione di questo prodotto. Un provvedimento del 1725 impose pesanti multi sul contrabbando e l’adulterazione, nel 1766 si arrivò persino a contemplare la pena detentiva. Le caffetterie avevano lasciato il posto a bellissimi giardini, tè garden, alle porte di Londra, dove gente di ogni sorta ed estrazione, inclusi i reali, potevano prendere aria, bere tè e godersi una gran varietà di intrattenimenti.
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